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CORSA 7
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Corsa
7 |
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TROFEO |
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La Corsa 7 e' stata presentata al pubblico durante la 47a IAA di Francoforte. La base
era la Alfasud L 4 porte, trasformata in un streetracer sportiva.
Caratterizzata da cinque marce,
volante in pelle, fari alogeni, estensioni ai parafanghi, uno spoiler
posteriore ed uno anteriore del Alfasud TI.
La Corsa 7 montava
enormi pneumatici 205/60 su cerchi in lega scampanati ed era facilmente
riconoscibile dall' adesivo sotto porta che riportava la scritta:
"Alfasud Corsa 7"
Fu messa in vendita nel mese di
novembre del 1977. Furono prodotte appena 1000 autovetture.
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TOUR

La
"Tour d 'Europe II" era un' altra edizione limitata sulla base delle Alfasud L.
Fu prodotta anche essa in un migliaio di unita'.
Esteticamente adottava gli spoiler della
Ti, cerchi in lega e l'adesivo del logo applicati nei sottoporta
Come optional rispetto al modello di partenza c'erano: le luci
alogene,
cinque marce, para spruzzi e le ruote in lega speciale. La "Tour d 'Europe II"
fu presentata, come modello meno estremo, insieme con la "Corsa 7" durante la 47a IAA.
Anche' essa fu disponibile dal novembre 1977, ad un prezzo inferiore
rispetto alla "Corsa 7".
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CORSA 8
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Corsa
8 |
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TROFEO |
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La
Corsa 8 e' stata un edizione speciale costruita da un importatore
tedesco di
Alfa Romeo a Francoforte. 1000 furono le unita' prodotte a partire dal 1978.
Per creare la "Corsa 8" si utilizzo come modello di partenza la Alfasud
"5m" con
l'aggiunta di pneumatici 205/60, cerchioni in lega da 13, estensioni-parafanghi di plastica, uno spolier posteriore ed un
volante speciale
. L' auto che vedete in foto mori' di ruggine ai montanti nel lontano 92', . . .
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GLAICH
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GLAICH
TI 1.5 106 PS
 |
La
maggior parte delle persone conosce il motore 1,5
cc da 105 cv, utilizzato per la Ti 1.5 QV nel 1983.
Ma in realta' una tale potenza fu raggiunta gia' nel
1979, in una versione dell' Alfasud prodotta esclusivamente per il
mercato Tedesco.
Dopo aver notato che molti potenziali acquirenti optatavano
per la Volkswagen Golf GTI (la quale offriva 110 CV), l'Alfa_Romeo
ritenne che per affrontare il mercato tedesco, gli 83 CV della TI
1,5 di serie, erano diventati decisamente troppo pochi.
La
"Dieter gleich", era la ditta di un noto preparatore Alfa Romeo in Germania che ha iniziato la propria attivita' in Munchengladbach / Reydt nel 1969,
fu quindi "Gleich" che preparo' il motore boxer con un classico kit tuning: grandi prese d'aria, alberi a
camme speciali e due nuovi carburatori Weber IDF 40, insomma quanto
basta per dare al motore 106 CV a
6300 giri / min
La coppia
fu cosi' aumentata a 130 Nm (13,3 kpm) a 4.400 giri / min.
Con questo trattamento la TI
poteva raggiungere una velocita' superiore a 185 km / h - C'era chi
affermava di essere riuscito a portarla oltre i 190 km / h.
Per mantenere i
costi dell' intervento, il cambio rimase quello di serie.
Le
autostrade tedesche "Autobahnen" negli
anni 70', permettevano di percorrerle senza limiti di velocita'. Questo pero' fu un vero e
proprio problema, perche', tirando l' auto a briglie sciolte, si
rischiava di distruggere il motore, ormai portato al suo limite strutturale
da queste modifiche. . .Per tanto fu deciso di installare un limitatore
di velocita' che permise una piu' lunga vita del motore, evitando
premature e disatrose rotture. La macchina per il resto rimase invariata.
Cambiarono solo
la misura dei pneumatici : 13 AR 160/70.
COMPARATIVE
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Alfasud Ti
1.5 (83 CV)
|
Alfasud
TI 1.5 106
PS
 |
|
0
- 60 km/h |
4,8
sec |
4,3
sec |
|
0
- 80 km/h |
7,6
sec |
6,5
sec |
|
0 - 100 km/h
|
11,4
sec |
9,4
sec |
|
0 - 120 km/h
|
16,7
sec |
13,1
sec |
|
0 - 140 km/h
|
24,7
sec |
18,8
sec |
|
0 - 160 km/h
|
42,7
sec |
27,3
sec |
|
1 km partenza da fermo
|
33,1
sec |
30,8
sec |
Il lavoro di GLAICH continuo' sulla SPRINT fino all'arrivo della
"SPRINT VELOCE"
la quale gia' di serie, raggiunse livelli di prestazione, paragonabili alle
"SPRINT GLAICH",
pertanto nel tempo le auto da lui elaborate divennero sempre meno interessanti.
. . .ò
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BIMOTORE
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BIMOTORE |
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 L' Alfasud Wainer Bimotore
fu costruita da Gian
Franco Mantavoni Wainer. Mantavoni prese un' Alfasud
TI prima
serie e impianto' un secondo motore, collegato alle ruote posteriori.
Il risultato fu un'Alfasud Bimotore 4X4.
Alcuni anni prima la Citroen aveva fatto lo stesso con la 2CV Sahara.
La Bimotore èdi Mantavoni era perfetta per correre nella Targa Florio e
nel Rally Safari in Africa, dove poteva tranquillamentte competere con
auto come la Ford (Escort), Saab, DATSUN e Peugeot.
Le
caratteristiche meccaniche della Bimotore sono state oggetto di studio al "Politecnico di Genova".
L'immagine mostra la Wainer Bimotore a Cortina D'Ampezzo,
prima della gara.
Rispetto alla normale Alfasud TI le differenze
estetiche erano poche. Si possono notare le due prese d'aria laterali,
necessarie per raffreddare il motore nella parte posteriore.
La posizione del conducente rimase la stessa. Furono
installati doppi indicatori, al fine di controllare entrambi i
motori in modo separato. Tra i sedili anteriori si trovavano due pulsanti di
accensione. . .
L'auto era dotata di due motori Boxer da 1.186 cm,
che sviluppavano ognuno
79 CV.
Il motore
posteriore, raffreddato da due radiatori con elettro-ventole, aveva un
proprio cambio e frizione, controllato pero' dagli stessi comandi di quello
anteriore.
Raggiungeva una velocita' massima di circa 215
km / h, mentre l'accelerazione da 0 a 100 km / h era di soli 8,2
secondi, tant'e' che durante le prove su pista, quando l'auto era
lanciata, si aveva l' impressione di essere sopra un ascensore in caduta
libera.
L'unico neo era il grande
rumore del motore posteriore, causato dall'allestimento interno non
adeguatamente insonorizzato.
. . .
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TURBO
WAINER
|
Alfasud
"TURBO WAINER"
 Negli
anni 80', chiunque pensava che la propria Alfasud TI 1.5, non avesse abbastanza potenza,
poteva acquistare un kit turbo da Gian Franco Mantavoni-Wainer a
Corsico Ville vicino a Milano. In quegl' anni Mantavoni aveva iniziato a
modificare le Alfasud, dotandole di turbo compressore.
Dopo l'istallazione del lotto di modifiche, il
motore 1,5 della TI sviluppava 130 cv.
Considerando anche il peso dell'auto, . . . se dallo specchietto, un
possessore di Porsche vedeva questa Alfasud. . . doveva temere una
brutta figura. . .
Sotto
il paraurti, al posto della targa, c'era il radiatore dell'olio mentre
sul cofano era visibile la presa d'aria, che alimentava il turbo
compressore. Le strisce arcobaleno lungo la parte inferiore delle
porte, erano ispirate a quelle dell' Alfetta GTV Turbodelta.
I
collaudatori furono affascinati dall' omogeneita' del progetto di questa
Alfasud molto speciale, la quale sfruttava i 130 cv dando
al pilota grandi emozioni. . .
Un'altra sorpresa furono le sospensioni,
che si dimostrarono all'altezza di un tale aumento di potenza.
Dato che il motore permetteva accelerazioni fino a
7000 giri/min. , Il tachimetro e il contagiri furono
sostituiti.
Allo stesso modo non delusero i superbi freni, molto equilibrati sia
nell'uso stradale, che su pista.
Tecnicamente
il turbocompressore prodotto dall'Alfa Romeo Avio, non solo
permetteva al motore di erogare piu' potenza (130 cv a 6.000 giri / min), ma anche
di aumentare enormemente la coppia.
La Turbowainer raggiugeva
valori di 19,3 MKG a 4000 giri / min.
Questo ha
portato
il rapporto peso potenza,
in ordine di marcia di 915 kg (cioe' 20 kg piu'
dell'Alfasud TI 1.5 di serie),
da 7,03 cv per kg a 9,4 kW
per kg.
A
causa della maggiore coppia pero', l' elasticita' del motore risultava migliorabile.
L'auto
cosi' era in grado di raggiungere una velocita' massima di 201 km / h a 6.750 giri / min,
rispetto ai 181 km
/ h di una ti 1.5 di serie.
L'accelerazione da 0 a 100 km / h, passo dagli 11,5 secondi
della Ti di serie,
ai 9 secondi della Turbo-Wainer.
Percorreva
un Km con partenza da fermo, in 29,4 secondi .
3,3 secondi in meno rispetto alla Ti.
Grazie
al turbo, la ripresa in quinta (da 90 km / h a 140 km / h) era di soli
11,5 secondi, che comparato ai 20,6
secondi della Ti di serie, risultava un eccezionale miglioramento.
Per
scaricare la potenza a terra, Mantavoni fece uso di pneumatici piu'
grandi (185/60 R 14). I cerchi in lega erano quelli dell'Alfetta GTV.
Integrare
il turbo nel vano motore non fu cosa semplice.
Per installare tutti i pezzi del kit turbo sotto il
cofano, l'alloggiamento di molti componenti secondari fu variato.
La scatola del filtro dell'aria,
fu spostata nella parte sinistra del
vano motore. Il tutto dando comunque un' impressione molto ordinata.
Data la confomita' del motore boxer, come si nota nell'ultima
foto, la turbina dovette essere collocata all'altezza della coppa
dell'olio, con tutti i rischi che questo comportava. . .
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In
seguito ci fu un kit turbo anche
per la terza serie
Alfasud Ti.
nel quale il radiatore dell'olio fu collocato nel vano motore.
Dato
che il rapporto di trasmissione era piu' lungo, la III serie non riusci'
ad essere altrettanto veloce. Aumento'
di
0,2 secondi il tempo per accelerare da 0/100 km / h.
Il chilometro
con partenza da fermo fu
raggiunto in 30,12 secondi, contro i 29,4 della prima versione "TURBO
WAINER".
Dati
al ribasso anche per quanto riguarda la ripresa da 90 km / h a
140 km / h in quinta marcia, prendendo quasi il doppio del tempo (21,6
secondi, addirittura 1 secondo in piu' rispetto alla Ti II serie non
modificata ! ! ! ).
Deludente anche la velocita' massima di soli 191 km / h (a 5500 giri al minuto).
Fu venduta anche all'estero, con una differenza notevole di prezzo
rispetto alla Ti di serie. . . |
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TI S
British
Special Edtion
"Alfasud
Ti S"

L' Alfasud Ti S era l' edizione speciale per il mercato britannico.
Si basa sulla II serie Alfasud TI.
Per farla
risultare piu' moderna, aveva paraurti,
spoiler posteriore e la griglia della III serie Alfasud Ti. L'interno
era rimasto invariato.
Presumibilmente furono allestite poche TIS.
Fu costruita nell' attesa che arrivasse in Gran Bretagna
la III seirie della Ti. . .Naturalmente era con la guida a destra
disponibile solo con il 1.5 c.c. da 85 CV

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TIX
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Alfasud
1.5 Tix |
l' Alfasud 1.5 Tix
era una speciale Edtion derivata dall'Alfasud Ti 1.5.
E' stata venduta solo in
Gran Bretagna resa piu' funzionale grazie a dotazioni extra come
il tetto apribile, uno specchietto retrovisore lato passeggero e le luci
fendinebbia indispensabili per chi vive in un clima come quello del Regno
unito
Sia gli specchietti retrovisori che
la mascherina erano in tinta con la macchina.
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ALFA ROMEO |
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Sul
portellone posteriore fu aggiunta la scritta in stile classico "Alfa
Romeo" accoppiato al logo "Alfasud".
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TOROFINO
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 L'Alfasud
"Torofino", fu il regalo di compleanno dell' Alfa Romeo, per i
10 anni dell' Alfasud in Germania.
È Costava 13.450 DM. 2000 DM in meno rispetto alla versione 1.3.
La Torofino
non riusci' nell'intento di attirare l'attenzione di un numero maggiore di potenziali
acquirenti.
Le
dotazioni di bordo erano poche e non fu apprezzato il fatto che si
poteva acquistare solo nel colore "testa di moro", con due discutibili
strisce arancio-gialle, lungo il profilo dell' auto. Addirittura si dice
che i concessionari facessero fatica a giustificare i 2.000 DM in piu'
che i clienti dovevano spendere, rispetto al modello base. . . . La Torofino
era stata equipaggiata solo con il motore 1,3
litri. L'unico vero surplus, erano i
cerchi in lega dedicati e lo specchietto retrovisore lato passeggero. .
. . . In Italia venne commercializzata sotto il nome di "JUNIOR" . .
.Alternativa piu' grintosa, per chi voleva qualcosa in piu' dalla
versione ufficiale ononima.

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JUNIOR
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JUNIOR |
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L'Alfasud Junior
(edizione speciale), fu
presentata al Motor Show di Torino nel 1982. Venduta in molti mercati
erupei, era destinata a tutti quei
giovani, che non poteva ancora permettersi un'Alfa Romeo.
In
pratica si trattava della versione 1.2 c.c.
da 63 cv, a 5 marce,
con il vecchio pianale 4 porte
.
Per ridurre i costi di produzione e mantenere il prezzo attraente, la Junior
aveva una dotazione molto "spartana" rispetto alle altre versioni Alfasud.
In Italia la privarono del poggiatesta
anteriore, dell' orologio digitale e del bracciolo
posteriore.
La misura dei pneumatici era: 145 SR 13, invece dei
soliti 165/70 SR 13, montati su tutte le altre Alfasuds.
Tutte le Juniors
esportate in Germania pero', a differenza dell' Italia, erano state consegnate con
i poggiatesta anteriori, in
quanto la legge tedesca non ammetteva l'omissione degli stessi. . .
La Junior era facilmente distinguibile dalle strisce colorate
arancio-giallo sulle fiancate.
L'unico colore
in dotazione era il bianco panna.
La Junior 1.2
costava 8.108.000 lire. Ne
furono prodotte in totale, 6000 unita', di cui
4500, vendute solo in Italia.
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VALENTINO
L' Alfasud Valentino era l'edizione speciale presentata nel 1980,
rivolta al pubblico femminile.
La
couture Valentino Garavani aveva firmato con il suo nome
questa elegante Alfasud. Ad ogni acquirente
veniva consegnato un porta libretti firmato "Valentino".è Vernice
metallizzata color bronzo, strisce laterali con il logo Valentino sulla
coda e il tetto foderato in vinile nero. I cerchi in acciaio erano stati
verniciati in oro
metallizzato.
Gli interni erano di un pregiato
tessuto nero bordato rosso, con il
volante in legno.
Fu
venduta nella versione 1.2 a cinque marce, esclusivamente per il mercato italiano.
In seguito, nel 1982,
venne proposta nella versione 1.3 e 1.5
c.c.
Le
due versioni piu' potenti, furono esportate anche in altri paesi. Il 1.5 litri
sviluppava 86 cv.
Uscirono 3.989 Valentino
da Pomigliano d 'Arco. 2.199 con il 1,2 c.c, solo per il mercato italiano.
898 unita' con il motore 1351 e 872, con il piu' potente
1.5 litri.
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"Torna all' indice cronologico"
ALL
BIANCO
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All-bianco
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La
"All-Bianco" Alfasud Ti 1.5" lanciata nel 1982 era un edizione speciale per il
mercato tedesco.
Furono costruiti solo 500 unita' sulla base di una Alfasud
Ti 1.5 Trevolumi, modificate dal importatore tedesco
Alfa Romeo a Francoforte.
La "All-bianco" edizione speciale costava 1.300 DM
(circa 650 euro) piu' della solita Ti 1.5 da 95 CV.
Offerta
con

alcuni extra.
Un kit AW-Delta per la carrozzeria (estensioni parafanghi / paraurti, ed un
ulteriore spoiler posteriore, montato sul tetto) specchietto retrovisore
lato destra, ruote in lega leggera da 14'' e pneumatici 185/60 HR per completarne il
pacchetto.
 
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"Torna
all' indice cronologico"
ALFA ROMEO ALFA SUD 1.3
SUPER
Anno
di fabbricazione: 1980
Motore: quattro cilindri BOXER
Cilindrata: 1.351 cc
Potenza: 79 cv a 6.000 giri min.
Velocità massima: 173 Km/h
Alimentazione: a benzina
Cambio: cinque velocità più retromarcia
Freni: quattro a disco più servofreno
Peso: 955 Kg a vuoto
Posti: 5
Autovettura utilizzata nei servizi di volante e di controllo del
territorio negli anni 80. |
PROTOTIPI
I
Prototipi SVAR ed ESVAR
Durante la nona edizione,
della
conferenza tecnica internazionale sui
veicoli sperimentali di sicurezza
che si teneva a
Kyoto, in
Giappone, nel novembre 1982,
l' Alfa Romeo porto' due vetture
sviluppate sulla meccanica e carrozzeria
dell’Alfasud berlina. Nella prima auto
l'intento era quello di puntare a risultati
di rilievo, in termini di risparmio
energetico. L’”Energy
Saving Vehicle Alfa Romeo”
(E S V A R)

. Nella
seconda auto, si mantennero tutti i risultati
ottenuti in tema di risparmio
energetico, ma realizzando un veicolo che
aggiungesse un grado di sicurezza passivo
piu' alto, dello standard delle auto di quel
periodo. Il risultato fu la
“Synthesis
Vehicle Alfa Romeo”
(S V A R).

"Torna all' indice cronologico"
In quel
periodo in sede internazionale era nata
l’idea di fare delle vetture più
sicure: da una parte c’era un discorso sul
disinquinamento delle macchine,
dall’altra quello sulla sicurezza,
iniziative molto spinte dagli americani.
Tanto è
vero che annunciarono un concorso
internazionale, chiamato “E.S.V” (Experimental
Safety Vehicle), che aveva lo scopo di fare
delle vetture sperimentali “sicure”…
All’inizio ci furono delle forti deviazioni
e qualcuno cominciò a costruire dei “carri
armati” che portavano alle varie conferenze,
una cosa orribile davvero. Poi ci fu la
crisi del petrolio, per cui tutto questo si
mise da parte.
Nel
1976 era programmata una
riunione “E.S.V” a Washington, lì si
parlò principalmente di 3 argomenti:
disinquinamento, economia e
sicurezza. Un giorno con un collega,
passeggiavamo davanti alla Casa
Bianca, e ci dicemmo “Dato che non è
logico fare dei “mostri”, perché non ci
divertiamo a fare una esercitazione:
prendiamo una macchina “normale”,
una delle nostre cercando di
alleggerirla, e poi quel peso che
abbiamo risparmiato lo rimettiamo
per irrobustimento allo scopo di
rendere la macchina più resistente a
certi urti: vediamo se ci riusciamo“ E ci
siamo riusciti, risparmiando 70 kg, e
così nacque l’E.S.V.A.R un prototipo più
leggero e più aerodinamico dell’auto base
capace di ridurre i consumi sul quale
si montò una versione elettronica CEM. meno
combustibile. Con gli irrobustimenti
consentiti da quei 70 kg risparmiati si creò
il prototipo SVAR che rispettava le
richieste ESV.
Ci lanciammo sull’alluminio per le parti
mobili, e fu lì che mi venne la fissazione:
proposi di realizzare in alluminio le parti
mobili che non contribuiscono alla
resistenza sulle vetture di produzione. Non
dico la struttura, quello è un altro
discorso, come sono i telai i telai della
Ferrari e molte auto Audi. Ma le parti
mobili
- portelloni, sportelli, cofani – perché non
le facciamo di alluminio? Non ci sono mai
riuscito. Abbiamo stampato ad Arese un sacco
di pezzi, con i quali ci rendemmo
conto che l’alluminio ha una stampabilità
eccezionale. Ma la produzione non se la
sentiva di modificare i cicli di
fabbricazione degli stampaggi. Appena
stampato
l’alluminio è molle e occorre stabilizzarlo,
portandolo ad una certa temperatura e,
per tale ragione, nelle linee si dovevamo
mettere dei forni. “Non possiamo mettere
dei forni” risposero. E invece si può e
diverse case realizzano oggi le parti mobili
in
alluminio per ridurre il peso delle
macchine. Si vedrà, forse, una simile
soluzione
sulla 159?
(Tratto da
un'intervista a Domenico Chirico)
ESVAR
Il veicolo ESVAR basandosi
su tecnologie ben conosciute (quindi di
possibile introduzione in tempi brevi nella
produzione del periodo): vantava un motore a piu' alta
efficienza, l' ottimizzazione dei rapporti di
trasmissione ed il perfezionamento aerodinamico,
grazie all' alleggerimento dell' auto e la riduzione della resistenza
al rotolamento.
La
base della vettura era l' Alfasud berlina 1500 con il quattro cilindri
boxer 1.490cc. e 95cv di potenza (versione
Quadrifoglio Oro) alimentata originariamente
con due carburatori doppio corpo. Venne
dotata
di un
propulsore
con il sistema di
controllo elettronico motore CEM
(totalmente ideato e realizzato in Alfa
Romeo).
Il controllo elettronico
dell’alimentazione a iniezione,
migliorava il rapporto aria-benzina e la
curva d’ accensione. Il rapporto di
compressione venne alzato da 9,5 : 1 a 10,2
: 1: gia' cosi', si ottenero risultati sensibili
in termini di guadagno sui consumi specifici.
Ulteriori risparmi sul carburante si
ottenero grazie al “cut off”, ovvero il
taglio dell’alimentazione della benzina in
rilascio.
Il
controllo elettronico del motore ESVAR prevedeva
per altro anche il
funzionamento "modulare", il quale
consentiva il funzionamento del motore a soli due
cilindri, quando il motore dell'auto era al
minimo o procedeva con bassi carichi.
Tutto questo
grazie
ai segnali trasmessi da quattro sensori alla centralina di
controllo, i quali trasmettevano
informazioni riguardo al regime di rotazione,
la fase
dell’ accensione e la temperature dell' aria e
dell' acqua.
Queste informazioni, inviate
alla centralina
permettevano di attivare tre attuatori:
Il funzionamento a due cilindri
risultava omogeneo,
essendo il boxer un motore molto bilanciato,
come altrettanto dolce era il
passaggio di funzionamento da due a quattro
cilindri. . .

Particolare attenzione venne
dedicata allo spunto in partenza e le accelerazioni a
fondo scala. Questi soli interventi, miglioravano il
valore di coppia massima a 3500 g/min (13,5
kgm contro 13,3).
I vantaggi del sistema
modulare si facevano sentire particolarmente
nei percorsi urbani.
La trasmissione venne
modificata allungando i rapporti di
trasmissione intervenendo sulla coppia
conica (da 11/39 a 13/41).
Il corpo vettura venne rivisto
nell’ aerodinamica e dopo
varie e lunghe ricerche nella galleria del
vento Pininfarina, pur senza interventi
rivoluzionari, il cx scendeva da 0,42 ad un
decisamente interessante 0,32.

-
lo spoiler posteriore faceva
guadagnare -0,037 di cx;
-
i deflettori ai
finestrini anteriori -0,021;
-
lo spoiler
anteriore ottimizzato sotto il paraurti
-0,014;
-
l’intubamento della zona frontale –
0,013;
-
la carenatura delle ruote -0,006 ed
un ulteriore -0,005 per ritocchi nella zona
inferiore del pianale.
Sul fronte
dell’alleggerimento della vettura, si
raggiunse un valore di -77 kg senza intaccare la resistenza
strutturale della scocca e senza venire meno
alle normative europee di sicurezza.
(La dotazione di spoiler e
deflettori incideva negativamente per soli 4 kg).
La
resistenza al rotolamento riscontrata, venne
decisamente diminuita con l’adozione dei
pneumatici Pirelli P8
CONCLUSIONI
Analizzando le
prestazioni della ESVAR rispetto all’Alfasud
1.5 Q.Oro, si riscontrarono decisi
miglioramenti sia nelle performances,
che nei consumo.
-
Nel
dettaglio: vel max.: da 174 ad oltre 185
km/h;
-
accelerazione 0-100 km/h: da 10,7 a
9,8 sec;
-
accelerazione 1000 metri da fermo:
da 32, a 31,12 sec.;
unico regresso: ripresa
da 40 km/h sui 1000 metri in V marcia: da
40,65 a 41,6.
Questo perche' aerodinamica e
peso incidono in modo positivo solo sui primi due
parametri
mentre l’allungamento dei rapporti
finisce per farlo, negativamente,
sull'accelerazione. . .
I consumi di carburante
passarono
-
da 6,2
a 4,9 lt per 100 km a 90km/h
-
da
8,1 a 6,3 lt per 100 km a 120 km/h costanti;
-
da 10,6 a 7,8 lt per 100 km nel ciclo
urbano.
"Torna all' indice cronologico"
SVAR

Nella seconda
fase, invece si lavoro' per mantenere tutti
i risultati positivi ottenuti in tema di
risparmio energetico, dalla sorella ESVAR,
ma con l'intento di realizzare un veicolo,
che aggiungesse un grado di sicurezza
passivo molto piu' alto. Il risultato fu la
“Synthesis
Vehicle Alfa Romeo” (S V A
R).
Rinforzarono
l' auto nella zona anteriore e posteriore
del telaio, nelle porte laterali, nel tetto
e nella cofanatura con un aggravio di peso
di 54 kg, rispetto alla sorella ESVAR.
In particolare
-
le traverse
d’alluminio all'interno delle porte (per
l'urto laterale) incidevano per 25 kg;
-
spoiler e
deflettori: + 12kg;
-
longheroni posteriori
(per tamponamento a 50km/h) + 8,7 kg;
-
longheroni anteriori e irrigidimento del
pianale (urto angolato a 65km/h) + 6,3 kg;
-
fascia anteriore e roll-bar sul tetto (per
il roll-over a 50km/h) + 2 kg.
I pesi erano
quindi:
-
Q.Oro:
905 kg
-
ESVAR:
828 kg
-
SVAR:
882 kg.
Per tanto l'auto, offriva
prestazioni comunque interessanti rispetto alla
Quadrifoglio Oro di serie.
Rispetto alla ESVAR la velocita' massima rimase
identica, mentre l’accelerazione da 0-100
sali' da 9,8 (ESVAR) a 10,1
sec.(SVAR);
quella sul chilometro da fermo
da 31,12 a 31.5
sec.;
la ripresa sul chilometro da 40 km/h
in V marcia da 41,6 a 42,65 sec.
Invariato il
consumo in ciclo urbano, mentre sale a 5,1 lt/100km il consumo a 90 km/h e a 6,4 lt/100km
quello a 120 km/h. La vettura SVAR venne
sottoposta a tutte le prove d’urto con la
totale conformita' ai criteri prefissati:
impatto frontale a 65km/h contro barriera
angolata di 30° senza apertura delle porte o
perdite di carburante;
tamponamento a 50km/h
con carro di 1800 kg, cappottamento a 50
km/h.
Tutte le prove vennero
superate registrando valori interessanti in
merito alle sollecitazioni esercitate sui
manichini.
La prova di slalom su 300m
fu compiuta a 90 km/h di media, contro
gli 80 km/h richiesti.
CONCLUSIONI
In definitiva,
si trattava di risultati piu' che
soddisfacenti specie se rapportati ai costi
ed anche all’immediatezza di trasferimento
nella produzione di serie di ogni soluzione
adottata.
Purtroppo l’anno successivo, la
vettura Alfasud cessava di essere prodotta,
anche se gli studi relativi a ESVAR e SVAR
furono utilizzati sui modelli successivi.
Le
cose piu' evidente furono le borchie
ruota (Alfa 33 prima serie, 1983), sedili
anteriori anatomici con poggiatesta a retina
(Sprint Q. Verde, 1983; Alfa 33 Q.verde,
1984) e poggiatesta posteriori integrati nel
divano (Alfetta III serie, 1983; Giulietta
’84, 1983).
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